Fork in Progress: Ccà nisciuno è chef!

logo

Se metti insieme un nonno appassionato di cucina, un giovane con tanta voglia di imparare e un cuoco con i “contro guazzetti”, quale sarà il risultato? Fork in progress, un’impresa con finalità sociale che sviluppa innovazione e “invecchiamento attivo”.

Nonni, nipoti e cuochi sono i 3 protagonisti che animano la cucina di Forquette, il primo ristorante di cucina narrativa, nato a Foggia dall’impegno di Luana Stramaglia e sua sorella.
Per conoscere meglio questo progetto così particolare abbiamo incontrato Luana, e le abbiamo fatto qualche domanda.

Ciao Luana, raccontaci la vostra storia. Come siete nati, da che idea siete partiti per dare vita al vostro progetto?
L’idea di Fork in progress è nata per caso, un po’ come tutte le idee. Avevo appena terminato i miei studi e ho avuto l’idea di sfruttare la cucina come strumento di condivisione sociale.
Nasciamo due anni fa, all’interno di un progetto pilota che includeva 5 anziani e 12 ragazzi dell’istituto alberghiero locale, con lo scopo di portare in cucina generazioni a confronto. Ed è così che è nato il ristorante Forquette, che si trova a Foggia.
Il progetto pilota e il ristorante sono andati bene, e nel frattempo abbiamo sviluppato altri progetti sociali. Infine, abbiamo pensato di dare un nome a questo metodo di ristorazione, ovvero “cucina narrativa”, e di farlo conoscere meglio attraverso un tour in 4 città italiane; il 30 Settembre a Milano, il 2 Ottobre a Bologna, il 15 Ottobre a Bari e tutti i giorni a Foggia.

Cosa intendete per “cucina narrativa”?
La cucina narrativa è la cucina in cui ci si incontra, in cui cucinare non è un mezzo per ottenere visibilità ma è uno strumento di condivisione, anche fra generazioni e culture diverse. Per sviluppare solidarietà tra generazioni abbiamo pensato di includere giovani e anziani, che abbiamo soprannominato “nonni e nipoti”.

Qual è la vostra mission?
Il vero obiettivo del progetto è quello di sviluppare capitale sociale, che si raggiunge mettendo in connessione persone che non hanno altri tipi di collegamenti, né parentali, né di conoscenza. Attraverso il lavoro di squadra che nasce in cucina, cerchiamo di innalzare il capitale sociale del territorio, e farlo nella zona di Foggia è particolarmente importante, perché è una delle città più povere da questo punto di vista.

forkinprogress

Come selezionate nonni, giovani cuochi e chef?
Chef da noi è una parola che non si usa. Infatti, io dico sempre “ccà nisciuno è chef”. Essendo il ristorante “Forquette” un ristorante a tutti gli effetti, abbiamo una squadra di cuochi professionisti che garantiscono un elevato standard di qualità del servizio.
Per quanto riguarda i ragazzi abbiamo attivato una partnership con l’istituto alberghiero, mentre i “nonni” provengono sia da centri per gli anziani che da eventuali reti di conoscenze. Tengo sempre a sottolineare è che non è importante l’età o il genere, ma solo la passione per la cucina, perché la partecipazione a questo progetto dev’essere sempre intesa come un divertimento. L’importante è che le persone, passando del tempo in cucina, si sentano utili e che soprattutto stiano bene.
Cerchiamo quindi di offrire un’opportunità di valorizzazione sia a coloro che hanno terminato la loro carriera lavorativa, sia a chi, invece, la deve ancora intraprendere, ovvero a quelle categorie che corrono maggiormente il rischio di rimanere ai margini della società.

Partecipate spesso ad eventi sul tema del food? Cosa ne pensate del Food Innovation Villager dell’Alveare che dice si?
Anche se siamo nati solo due anni fa, ci capita spesso di partecipare ad eventi e manifestazioni nella nostra regione. La partecipazione al tour dell’Alveare che dice sì! rappresenta la prima volta che Fork in progress esce dai confini regionali.
Secondo me è molto importante incontrare le realtà che in Italia trattano il cibo in maniera diversa dalla nostra. Io intendo sempre il cibo come uno strumento, non è mai fine a sé stesso, perché è un mezzo di sviluppo economico, sociale e di condivisione.
Quindi, quando ci sono occasioni per incontrarsi e fare rete è sempre un’opportunità da non perdere.

Gli amici di Fork in progress non rappresentano soltanto un’idea innovativa, ma sono anche una buona pratica di social business, ovvero il business con un impegno sociale, utile per la collettività e il territorio.
Per conoscerli meglio vi aspettiamo al Food Innovation Village di Milano (30 Settembre), Bologna (2 Ottobre) e Bari (15 ottobre)!

Per tutte le novità, #Staytuned sui nostri canali ufficiali:
Facebook, TwitterInstagram e il blog.

L’alveare madre

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *