“Addento”: l’alternativa c’è!

Tra le api operose del Food Innovation Village dell’Alveare on Tour troviamo Addento, un progetto innovativo che sicuramente risveglierà la vostra curiosità.
Da oltre due anni Addento tenta di fornire una soluzione alternativa al problema degli effetti ambientali che la zootecnica genera sul nostro pianeta, proponendo nella dieta quotidiana l’introduzione di proteine derivanti dalla farina di grillo. Sì, avete capito bene, proprio il grillo! Quell’animaletto piacevolmente fastidioso che rende così romantiche le calde sere estive in campagna… ma scopriamone di più insieme a loro.

In un pomeriggio stranamente afoso di settembre abbiamo incontrato Francesco Majno, uno dei quattro fondatori di questa rivoluzionaria start-up, e gli abbiamo fatto qualche domanda:

Ciao Francesco, raccontaci brevemente la vostra storia; come siete nati e da quale idea siete partiti per dare vita ad un progetto così innovativo.
Il progetto Addento nasce nel 2014 e ottiene subito un notevole successo grazie alla partecipazione al concorso internazionale Good4Start-up the Future – indetto da Barilla e Bocconi – classificandosi al secondo posto. Il progetto propone una soluzione concreta al pressante problema dell’impatto ambientale generato dal sistema di produzione alimentare.
In particolare, l’industria della carne ha un impatto devastante sul nostro pianeta- basti pensare che un terzo delle terre emerse viene sfruttato per questa produzione.
Da anni la FAO promuove l’entomofagia – il consumo alimentare di insetti – come valida alternativa alle proteine animali tradizionali. Gli insetti infatti non sono solo un ottimo alimento – vengono già consumati da due miliardi di persone nel mondo- ma hanno anche un bassissimo impatto ambientale.


Con i suoi innovativi prodotti alimentari a base di farina di grillo 
Addento vuole portare la rivoluzione dell’entomofagia anche in Italia. 
Ad avere dato vita al progetto sono AndreaEdoardoFrancescoGuglielmo mentre Federica, Giorgio, Marco, Stefano, Valeria sono gli altri visionari che ci aiutano a cambiare il pregiudizio sugli insetti come cibo.
Quanto questo pregiudizio possa essere complicato da sradicare è difficile da definire.
Quello che ci fa ben sperare è la voracità con cui tutti i partecipanti ai nostri eventi divorano i nostri prodotti!”

Qual è la vostra mission?
“La nostra mission è duplice. Come Poseative, associazione culturale fondata quest’anno, vogliamo promuovere la consapevolezza sull’impatto che le nostre scelte alimentari generano, e stimolare il consumo di proteine a basso impatto ambientale. 
Noi di Addento vogliamo commercializzare, in Italia ed in Europa, una linea di prodotti alimentari a base di farina di grillo. Inoltre, da qualche tempo, abbiamo iniziato a sviluppare una crickbox, una teca per l’allevamento domestico di grilli e la produzione di proteine sostenibili”.

Ora parliamo invece dell’Alveare che dice si: cosa ne pensate del “Food InnovationVillage” che l’Alveare creerà in occasione del suo Tour italiano?
“Ci sembra un’ottima occasione per far conoscere al grande pubblico le realtà italiane più innovative ed eticamente impegnate che si dedicano a sviluppare un nuovo modello di produzione-consumo-impatto del cibo. Vedere i volti delle persone che stanno dietro ai progetti, poter sentire le loro storie e fargli domande aiuta sicuramente il grande pubblico a sentirsi più coinvolto nelle dinamiche di cambiamento del sistema.”

Partecipate spesso ad eventi sul tema del food?
“Non abbiamo partecipato spesso perché finora ci siamo concentrati più sull’organizzazione dei nostri eventi per coinvolgere il grande pubblico. Nonostante ciò viviamo in maniera estremamente positiva la partecipazione ad eventi come questo perché sono ottimi momenti di networking e di aggiornamento e riteniamo siano fondamentali, poiché sono dei momenti in cui le persone mettono in “stand by” le proprie preoccupazioni quotidiane e si soffermano a riflettere sull’impatto che le loro scelte alimentari generano. Questi eventi servono per cambiare prospettiva, per capire come funziona il sistema alimentare, e come tutti noi possiamo aiutare a migliorarlo.”

Notate un cambiamento nel settore del food negli ultimi anni? Se si, quali sono i trend che osservate nella società? Sono nate nuovi abitudini e bisogni nei consumatori?
“È facile rendersi conto di come questo settore si sia evoluto negli ultimi anni e di come il tema del cibo stia generando una sempre maggiore attenzione, sia a livello mediatico sia come propulsore di innovazione. Ci sono sempre più progetti che propongono servizi e prodotti volti a disintermediare la catena di distribuzione, a promuovere cibi sani e a Km 0, a favorire la coltivazione o l’allevamento domestico, oppure semplicemente a immaginare una nuova relazione con il cibo”.
“I trend osservabili legati al cibo sono molteplici. In generale, vi è una crescente attenzione alle informazioni legate al cibo: il consumatore vuole acquistare in maniera sempre più consapevole e trovare informazioni quali l’origine di produzione, i valori nutrizionali, o eventuali allergeni contenuti nei prodotti. Cresce inoltre la consapevolezza sull’impatto che le produzioni alimentari hanno sull’ambiente, e la volontà di spendere anche di più ma con la certezza di limitare tale impatto – basti pensare al successo del biologico. Su questa linea si inserisce anche l’impegno di grandi aziende e piccole botteghe per diminuire l’utilizzo del packaging nei loro prodotti. Si nota anche una crescente attenzione ai temi dello spreco alimentare e della raccolta di rifiuti compostabili. La recente approvazione della legge antispreco fa ben sperare in un mondo più responsabile e attivo su questo tema.”

Quali sono le vostre aspettative e speranze per il futuro in merito al tema del food?
“Ci piace immaginare un futuro in cui la trasparenza informativa venga applicata come standard, così da garantire al consumatore tutti gli elementi necessari per fare acquisti sempre più consapevoli. Il consumatore ha un enorme potere: con le sue scelte d’acquisto può dare una direzione allo sviluppo del comparto alimentare. Vediamo un futuro in cui il cibo possa diventare democratico, in cui chiunque possa coltivarsi o allevarsi piccole quantità di cibo tutto l’anno con facilità. Chiaramente, vediamo un futuro in cui l’introduzione di nuovi alimenti dalle indubbie qualità non venga osteggiato e ostacolato solo perché privo di radici storiche profonde. Meritocrazia anche nel sistema alimentare!”

E adesso? Vi abbiamo messo qualche “grillo per la testa”? Non vi resta che venirci a trovare presso il nostro Food Innovation Village in via Carlo Alberto, a Torino: l’appuntamento è fissato per sabato 24 settembre ore 18 per il talk interattivo con aperitivo insieme agli amici di Addento.

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L’alveare madre

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